Lunedì 10 Agosto 2020

Commissioni tecniche

Premessa

Con il presente documento, Assoreti, al fine di assolvere al dovere di collaborazione attiva, seguendo l'invito della Banca d'Italia, fornisce indicazioni operative, meramente esemplificative, specifiche per il settore dell’offerta fuori sede, anch'esso tenuto all'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio, previsto dall'art. 3 della legge 5 luglio 1991, n. 197.

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L'art. 3 della legge 197/91, al fine di prevenire il coinvolgimento degli intermediari in fatti di riciclaggio, richiede agli operatori di prestare particolare attenzione nei rapporti con la clientela e sensibilizza gli stessi a cogliere eventuali elementi di sospetto nelle operazioni effettuate loro tramite, avvalendosi della propria attitudine professionale a conoscere e valutare i clienti.

La legge chiarisce che le operazioni dovranno essere valutate sulla base degli elementi a disposizione. Si esclude, infatti, che gli intermediari debbano farsi carico di attività investigative, le quali rimangono di esclusiva competenza delle forze di polizia e degli altri organismi istituzionalmente incaricati di svolgerle.

L'eventuale segnalazione che dovesse essere inoltrata da un intermediario costituisce un semplice presupposto per l'inizio delle predette attività investigative.
Si ritiene opportuno, a questo proposito, sottolineare il delicato problema della riservatezza della segnalazione che grava sui suoi autori, il cui rigoroso rispetto costituisce un importante elemento atto a far in modo che la legge trovi effettiva attuazione.

Agli intermediari finanziari è lasciata piena autodeterminazione circa la facoltà di accettare operazioni o mantenere rapporti che ritengono anomali o addirittura sospetti.

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Le indicazioni specifiche per i soggetti che si avvalgono di promotori finanziari, che di seguito si espongono, omogenee per tutto il settore, vanno ad integrare quelle fornite dalla Banca d'Italia ed hanno come loro obiettivo – per quanto possibile – di ridurre i margini di incertezza rimessi alle valutazioni soggettive e a quelle discrezionali degli operatori.

Il presente documento segue l'impostazione della riedizione del decalogo Bankitalia del novembre 1994, che tiene conto delle innovazioni normative intervenute. In particolare, della modifica del reato di riciclaggio di cui all'art. 648-bis del codice penale da parte della legge 9 agosto 1993, n. 328 e dell'emanazione del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (d.lgs. 1º settembre 1993, n. 385).

Nella nuova formulazione dell'art. 648-bis – redatta in sede di recepimento della Convenzione di Strasburgo del 1990 – costituisce riciclaggio la sostituzione o il trasferimento di denaro, di beni o di altre utilità provenienti da «tutti i delitti non colposi».

Le fattispecie precedentemente previste (rapina aggravata, estorsione aggravata, sequestro di persona a scopo di estorsione, delitti concernenti la produzione o il traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope) vengono così allargate a tutte le fattispecie penalmente rilevanti che danno luogo a proventi illeciti, sollevando così l'operatore dalla necessità di effettuare valutazioni riguardo la specifica fonte illecita delle ricchezze riciclate.

La Banca d'Italia ha raccomandato, affinché la normativa antiriciclaggio sia completamente recepita dagli intermediari sia bancari che finanziari, una profonda e accurata opera di formazione del personale.

A questo fine Assoreti invita le sue Associate ad assumere le iniziative più opportune per qualificare sia i propri dipendenti che i promotori finanziari in un'ottica di miglioramento della conoscenza della normativa. A sua volta Assoreti non mancherà di operare al fine di promuovere corsi di formazione, ricorrendo anche all'ausilio di strutture universitarie.

Pare opportuno evidenziare l'importanza del ruolo svolto dalle società di distribuzione che, essendo presenti nel ciclo dell'investimento dal momento della scelta del tipo di operazione al momento della sottoscrizione del contratto, sono parte di un complesso sistema di controlli che vede coinvolti più soggetti, ognuno dei quali ha delle precise responsabilità in materia di antiriciclaggio.

Alla luce di questa considerazione, Assoreti auspica una sempre maggiore coesione tra il sistema bancario e quello delle società di distribuzione, vista l'obiettiva e comune necessità di collaborare con le Autorità.
Si sottolinea inoltre la necessità che le società di distribuzione predispongano adeguate procedure interne finalizzate a rilevare eventuali comportamenti anomali dei propri promotori o dipendenti che possano indurre ad un eventuale sospetto di coinvolgimento in fatti di riciclaggio.

Gli indici di anomalia indicati nel presente documento sono ovviamente applicabili anche per le operazioni effettuate in proprio dai dipendenti e dai promotori finanziari dell’intermediario.
Il presente documento Assoreti è suddiviso in tre parti ognuna delle quali riporta gli indici di anomalia propri delle società di distribuzione:

  • Prima parte: elementi riguardanti la trattativa (momento particolarmente significativo per l’attività di offerta fuori sede)
  • Seconda parte: elementi soggettivi
  • Terza parte: elementi oggettivi

In presenza di indici di anomalia, l'intermediario dovrà procedere ad una valutazione dell'operazione sulla base di tutte le informazioni acquisite e ragionevolmente acquisibili anche tramite i promotori finanziari prima di decidere se procedere alla segnalazione.

Parte I

Elementi riguardanti la trattativa

È una delle fasi più qualificanti del rapporto commerciale che verrà ad instaurarsi tra la clientela, il promotore finanziario e la società di distribuzione per conto della quale il promotore finanziario opera.

In tale ottica, per assicurare una corretta applicazione della normativa dettata in materia di lotta al riciclaggio, appare utile che il promotore finanziario acquisisca, in un clima di reciproca fiducia, il maggior numero possibile di elementi conoscitivi della posizione economica della clientela.

Tale attività consentirà di valutare con la necessaria obiettività le operazioni che verranno richieste o disposte sia al nascere della relazione d'affari che nella sua evoluzione: solo così, infatti, essendo le operazioni stesse poste in essere in un contesto ragionevolmente noto, potranno essere valutate le eventuali caratteristiche di «sospettosità» (a titolo esemplificativo: operazioni consistenti in switch tra fondi con contestuale cambio dell'intestatario del rapporto, richiesta di variazione dei cointestatari nelle diverse operazioni).

Per quanto ovvio, si sottolinea la necessità di procedere alla acquisizione di tutti gli elementi identificativi della clientela che sono peraltro richiesti dalla modulistica dei prodotti predisposti dagli intermediari.

L'illustrazione degli elementi salienti della normativa di legge in materia di «antiriciclaggio» comporterà il loro rispetto, ivi compreso in particolare l'obbligo dell'identificazione, mentre l'eventuale anomalia comportamentale della clientela nella fase della trattativa costituirà elemento di valutazione della «sospettosità» (a titolo esemplificativo: rinuncia all'inserimento del nome del cointestatario nel momento in cui si apprenda la necessità dell'identificazione; trattativa effettuata con soggetti che richiedono di non comparire formalmente).

Parte II

Elementi soggettivi

Elementi relativi al cliente (capacità economica ed attività svolta), come ad esempio:

  • richiesta di operazioni (sia investimenti che disinvestimenti) per importi significativi non in linea con le condizioni del cliente o con il normale svolgimento della sua attività. A questo proposito occorre, tuttavia, tenere presente che non sempre c'è identità tra operazione anomala ed operazione sospetta: l'elemento o gli elementi di anomalia devono essere oggetto di valutazione (da parte del promotore e/o della società) sulla base della «conoscenza del cliente» eventualmente già acquisita;
  • clienti che si rivolgano, senza giustificato motivo, ad un promotore lontano dalla zona nella quale risiedono o svolgono la loro attività;
  • operazioni compiute frequentemente con modalità che, di fatto, lasciano supporre essere il titolare effettivo dell'investimento persona diversa dall'intestatario;
  • clienti che, a fronte di significative disponibilità finanziarie, dichiarino di non intrattenere rapporti con banche o con altri intermediari.

Parte III

Elementi oggettivi

Si tratta di elementi relativi all'«operazione in se stessa» (caratteristiche, entità, natura, o altra circostanza conosciuta dall'operatore per ragioni di ufficio) come:

  • reiterata richiesta di operazioni consistenti nella consegna materiale di titoli al portatore sia per importi significativi che per importi immotivatamente frazionati;
  • operazioni effettuate tramite assegno emesso da persona diversa dall'intestatario o dal cointestatario del contratto;
  • operazioni che comportino richieste di liquidazione a soggetti diversi dagli intestatari dei contratti, se non identificati;
  • operazioni effettuate da persone fisiche o giuridiche con modalità tali da far presupporre intenti dissimulatori (esempi: si vuole eludere l'obbligo di registrazione attraverso il frazionamento – sia in entrata che in uscita – dell'operazione al di sotto del valore fissato dalla legge; si vuole dissimulare l'investimento effettuato in nome e per conto della persona giuridica utilizzando fondi di persone fisiche);
  • immotivata richiesta di frazionamento dell'investimento in più operazioni della stessa tipologia con diversi cointestatari, non giustificato da una logica di ripartizione del rischio e di diversificazione (ad esempio in fondi comuni di investimento diversi, ma con uguali caratteristiche).


Conclusioni

Con il presente documento – che rappresenta una revisione del precedente del marzo 1995, effettuata anche sulla base delle esperienze operative maturate – Assoreti confida di aver fornito il proprio fattivo contributo, in linea con le indicazioni della Banca d'Italia, per la migliore applicazione della normativa contro il riciclaggio.

Le Società aderenti all'Associazione avranno cura di divulgare il documento ai propri promotori finanziari e dipendenti, completando così la necessaria opera di informazione.

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